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NAE 8. 2004 - Ursula Ruiu

BUSINESS WRITER
Media & Communication
Ursula Ruiu

NAE 8. 2004

TRIMESTRALE DI CULTURA 8. 200
Dannie Abse Luigi Ballerini Vanni Boni Alessandra Carta
Antonello Catani Marco Codebo Francesco Cucca
Abdullab Luca De Martini Paola Dessy Filiberto Farci
Monica Farnetti Valerio Fissore Eleonora Frongia
Alberto Lecca Melania Lilliu Loddo Sabrina Manca
Giuseppe Marci Alberto Masala Alessandra Menesini
Giulio Paulis Simona Pilia Miriam Punzurudu
Giorgio Rimondi Jean Robaey Ursula Ruiu Carla Serra
Simona Serra Paul Vangelisti Maurizio Virdis
Michelangelo Pira giornalista
La produzione giornalistica di Michelangelo Pira rappresenta un momento decisivo nella multiforme attività dello studioso1. Ripercorrere le tappe fondamentali, se pure sommariamente, a più di vent'anni dalla morte, rafforza l'immagine di un intellettuale che ha segnato profondamente la vita politica e culturale sarda. Se è vero, da una parte, che il vasto corpus degli scritti giornalistici può apparire, a primo sguardo, alquanto dispersivo (l'autore presterà la propria collaborazione a ben 35 testate2) dall'altra, uno studio attento e approfondito di tali scritti dà modo di cogliere il complesso di relazioni tra interessi e settori solo in apparenza distinti. Pira ha collaborato con la stampa periodica sarda e nazionale dal 1947 al 1980 - per più di trent'anni, quindi- svolgendo un'attività giornalistica che ha assunto forme diverse ma non ha subito sostanziali interruzioni.
 
Guardare all'intero ciclo permetterebbe di fare alcune importanti osservazioni sulla stratificazione di argomenti e passioni, oltreché scorgere i segni di uno stile che lentamente si delinea. Di fronte a una produzione così vasta, non è possibile in questa sede, soffermarsi sulle singole collaborazioni, mi limiterò dunque a osservazioni di portata generale.
 
Un esordio precoce, quello di Pira nel lavoro giornalistico, a soli 19 anni. "La Nuova Sardegna"3 ospita il suo primo contributo, e ha per titolo Poesia di Montanaru. È un commento alle poesie più famose del poeta di Desulo Antioco Casula, meglio conosciuto come Montanaru. L'articolo, poi seguito da altri sei interventi sempre nello stesso quotidiano, era ispirato da una stima intellettuale e umana. Il poeta desulese incarna il poeta moderno, colto, distante dal modello ormai superato di versificatore estemporaneo. Ecco un passaggio significativo:
 
"Dalla faciloneria e dal cattivo gusto solo pochi poeti sardi sono immuni [ ... ] Durante alcune gare poetiche, in un momento di pausa, mi è capitato di leggere alcune poesie di Paolo Mossa e Montanaru [ ... ] , il pubblico si rese conto della maggiore bellezza di esse rispetto ai poeti improvvisati"4• Pira difende tenacemente l'autenticità e la compiutezza della poesia di Montanaru, tanto da provocare una accesa polemica (1950), sempre su "La Nuova Sardegna", in occasione del concorso letterario "Grazia Deledda"5• Il poeta desulese, sebbene fosse tra i favoriti al concorso, non vinse il premio (andato al poeta algherese Rafael Sari).
 
Nel decennale della morte di questo "poeta di ogni tempo e di ogni luogo", Pira scrive di quella poesia: "Se è motivo di conforto per noi sardi il pensare che essa è stata scritta in lingua sarda, è però anche motivo di sconforto constatare che gli uomini che non siano nati o comunque cresciuti in Sardegna tarderanno a scoprirla"6.
 

Il debutto è stato quindi in veste di ammiratore critico della poesia in lingua considerata come genere letterario. In realtà, la passione di Pira per la poesia sarda è un dato assai precoce, direi anzi pre-scolare, della sua esistenza. È appena il caso di ricordare che il padre, pastore bittese, era noto e apprezzato. per la propria vena poetica7. Non è possibile separare questi dati (poesia, Barbagia, mondo pastorale) dall'analisi tesa a percorrere il filo conduttore di tutti i suoi scritti, da quelli più diretti a quelli più meditati8.
 
 
La sua attenzione era rivolta soprattutto a quei poeti che, coraggiosamente, avevano scelto di tradurre la loro sardità nei dialetti della lingua sarda, e non si erano fatti tentare dall'uso dell'italiano: ai suoi occhi apparivano i mediatori tra l'anima popolare e la cultura ufficiale. Ai maggiori poeti sardi, particolarmente Paolo Mossa, padre Luca Cubeddu, Salvatore Cambosu, Raimondo Piras, Montanaru, Pira volgerà costantemente la propria attenzione. Una passione e un interesse che culminerà in una celebre antologia dedicata al fiore della poesia dialettale sarda9.
 
È possibile insomma individuare una linea per così dire assiologico-valutativa, che dai primi scritti porta alla fase matura10.
 
Lasciando per ora questo importante capitolo, occorre dire che fin dal 1949, l'attenzione di Pira si orienta verso la politica (senza trascurare battaglie culturali più generali), con interventi che suonavano e suonano come appelli elettorali veri e propri (quale giovane sardista), segnatamente in vista delle Elezioni del Primo Consiglio Regionale. È noto che Pira si mostrò dichiaratamente contrario alla mozione socialista autonomistica11, firmata da Emilio Lussu nel 1948, partecipando di quel risentimento che portò alla rottura insanabile con l'ala sardista più moderata. Sulla scelta di Emilio Lussu così si esprimeva: "Solo se egli avesse saputo ascoltare, tornato con una grande esperienza dall'estero, avrebbe compreso ancora la Sardegna. Ma egli sa che la sua persona, la sua esperienza, contano più della Sardegna, e sono sprecate in un partito regionale"12.
 
Alla luce di queste considerazioni, la sua collaborazione al periodico "Il Solco"13, organo ufficiale del Partito Sardo d'Azione, di cui assumerà la direzione nel1950, appare assai chiara. Nel definirsi "partito autonomista e liberista"14, il P.S. d'Az. presentava un programma di redenzione della Sardegna e dei lavoratori sardi. Intorno ai problemi essenziali, quali l'isolamento, la disoccupazione, l'emigrazione, si tentò di creare una coscienza comune sarda. Nonostante lo sforzo di costituire un polo coeso, il rapporto di P ira con il P.S. d'Az. andrà via via incrinandosi. Nel definirsi un "sardo nuovo", egli intendeva riaffermare tenacemente la libertà delle proprie scelte politiche, fuori da logiche clientelari, auspicando una politica di respiro nazionale e internazionale in una prospettiva di confronto e di crescita.
 
Il distacco definitivo avverrà precisamente nel 1957, in una fase di intensa attività. Nello stesso anno, in occasione della morte di Gaetano Salvemini, scriveva su "Rinascita sarda"15, l'articolo Salvemini e il partito sardo d'azione16, che sanciva definitivamente il suo distacco dal P.S. d'Az. L'impostazione, chiaramente polemica, offrirà la possibilità di un serio dibattito con le divergenti rappresentanze della sinistra isolana, tra le quali il giovane dirigente comunista Enrico Berlinguer.
 
Un altro fronte di interesse e di polemica è rappresentato dal Piano di Rinascita, la cui concreta attività di programmazione da parte della Regione sarda iniziava soltanto nel 196217, dopo anni di elaborazione, a cui era legata la speranza di uno sviluppo consistente e armonico dell’intera isola, in particolare la gestione dei fondi e le decisioni della classe dirigente sarda. In quegli anni, Pira seguiva attentamente le vicende del Piano, riportando ogni singola decisione con la puntualità e l'oggettività del cronista. Le sedi di questo impegno erano i periodici "Ichnusa", "Il Bogino" e "Rinascita Sarda".
 
Un altro tema centrale, nell'ottica di un complessivo rinnovamento culturale, era rappresentato dalla scuola. Pur considerando questa un luogo dove "non si insegna la cultura", riconosce che si tratta di un problema in molti sensi collegato alla crisi che travaglia tutti gli intellettuali del secolo. "Ma molto si può e si deve fare. È troppo sentita l'esigenza di una riforma che accosti la scuola alla vita e alla cultura"18. Il suo impegno si muove su diversi piani: da un lato attraverso il sostegno e l'adesione ai primi organismi rappresentativi dei due atenei esistenti, Cagliari e Sassari, dall'altro con la collaborazione ai due periodici, "La Torre", e "Tempi Nuovi"19. Riflessioni sulla politica si intrecciano con numerosi e acuti interventi sul ruolo dei mass media, sulle forme dell'istruzione (''scuola impropria" e "scuola ufficiale"), stimolanti profili di letterati (oltre ai nomi già citati, Emilio Lussu, Antonio Pigliaru, Antonio Simon Mossa, Eduardo De Filippo, Maria Giacobbe, Antonio Gramsci, Gaetano Salvemini e così via). Importante il debutto, nel 1958, con "Ichnusa", rivista bimestrale di cultura fondata a Sassari nel 1949, allora diretta da Antonio Pigliaru. Quest'ultima mirava a "far conoscere al di là dal mare ciò che in Sardegna si fa nei vari campi della vita sociale", e inserire le intelligenze sarde nella vita culturale nazionale e mondiale. Il contributo di Pira è decisivo. L'esperienza di "Ichnusa" offrirà lo spunto per proporre problemi culturali e politici capitali, nel tentativo di "sprovincializzare la cultura" (Pigliaru). Notevole l'articolo Bilinguismo e cultura in Sardegna, risalente al 1960, dove per la prima volta è affrontato il problema della lingua come identità. Egli, consapevole di vivere una doppia identità linguistica, riconosceva però che per molti anni "quello del bilinguismo era considerato dalla maggior parte dell'intellettualità sarda una mia questione personale"20. La sua analisi risalente agli anni universitari (particolarmente nella preparazione della tesi di laurea sul dialetto bittese), ora si arricchiva di strumenti semiologici aggiornati. Da qui in poi, si aprirà in lui una stagione di approfondimenti e di elaborazioni che andranno a investire un dominio di comunicazione più ampio21.
 
Nel 1960, è co-fondatore de "Il Bogino" rivista ufficiale della programmazione regionale, la cui nascita era stata incoraggiata dagli stessi uomini del Centro di Programmazione. Egli segue da vicino e con scrupolosa attenzione i primi passi di un lento processo di recupero economico e ai problemi connessi al suo sviluppo22.
 
Parallelamente inizia anche la breve collaborazione con il periodico "Cronache provinciali'. Il suo primo articolo “La perla, i porci e la modestia. Ovvero la necessità dei giornali locali”, è una aperta polemica con gli intellettuali sardi, i quali dovrebbero decidersi a fare l'esame di coscienza per vedere quanta colpa essi abbiano del male che lamentano, quante possibilità di impegno essi abbiano rifiutato [...] per paura di abbandonare comodi schemi scolastici o politici di facile successo"23.
 
Il 6 gennaio 1960 segna l'esordio con il quotidiano cagliaritano "L'Unione Sarda" (direttore Fabio Maria Crivelli, poi dal 1977 Gianni Filippini), con l'articolo Cagliari è brutta. Apriamo il processo alla città. Erano gli anni del boom edilizio della città a cui si accompagnavano l'egoismo e l'incultura dei cementifica tori. In quello stesso anno, seguiranno altri quattro articoli, sempre di taglio polemico, dedicati al medesimo tema24. Quello stesso anno la collaborazione si interrompe per riprendere dopo una pausa di ben quattordici anni, nel 1974- con l'articolo Contro le minoranze- e durerà fino al 197825.
 


Vale la pena di ricordare i due interventi, apparsi su "L'Unione Sarda" nel 1977, destinati ancora una volta a provocare accese polemiche, all'interno dello stesso giornale, in occasione del film Padre padrone firmato dai fratelli Taviani, tratto dall'omonimo romanzo di Gavino Ledda26.
 
La collaborazione con "Sardegna Oggi", iniziata nel 1962, durerà solo un anno. Essa è legata a due lunghi dibattiti. Il primo intitolato TV, Canale di ritorno, riguarda gli effetti negativi della televisione, mezzo "incapace di proporre i termini del dialogo tra capitale e provincia"27. Il secondo ruota attorno alla figura di Giuseppe Dessì e ha come titolo Cultura e letteratura nella Sardegna d'oggi28. Con la "Tribuna della Sardegna" si avrà un impegno breve ma intensissimo, incentrato per lo più, sul tema del separatismo. Merita menzione anche la collaborazione, sia pure sporadica, al settimanale "Il Mondo", di Mario Pannunzio, sul quale appariranno interventi di storia sociale ed economica, in particolare sulle prospettive del comparto minerario sardo29, a "Ulisse", la prestigiosa rivista di Maria Luisa Astaldi, dove pubblica, in particolare, un ampio saggio sul banditismo e sul cosiddetto SE.DI.PE30, "Il Lunedì della Sardegna", un settimanale edito da una cooperativa di giornalisti, e "Tuttoquotidiano"31.
 
Questa rassegna non può tacere naturalmente la collaborazione, a partire dal 1979, con "Paese Sera", il settimanale diretto da Giuseppe Fiori32. Efficacissimi gli articoli dedicati a Emilio Lussu e Antonio Gramsci, nonché le inchieste, spesso originate da semplici fatti di cronaca, sul ruolo dei canali di informazione e sulla libertà di stampa33. In totale colpiscono la ricchezza degli argomenti affrontati, come il rigore intellettuale dell'autore, lungo una produzione, non troppo divulgata, che testimonia un impegno inesauribile nella lotta culturale in favore dell'identità e dell'autonomia della Sardegna.
 

NOTE
 
1 Va detto che manca tutt'oggi una raccolta integrale degli scritti giornalistici di Michelangelo Pira. Non vi sono inoltre studi specificamente focalizzati
 
sul rapporto con le singole testate. Una raccolta parziale, relativa agli scritti apparsi su "La Nuova Sardegna" e "L'Unione Sarda", è stata curata da chi
 
scrive nella tesi di laurea, discussa a Roma Università "La Sapienza" in data 8 luglio 2003. Relatore professar Pietro Clemente. Si veda comunque la
 
sintesi dettagliata, ma non esaustiva, di F. TIRAGALLO, Per uno studio sugli intellettuali della Rinascita. Note su Michelangelo Pira, in AA. Vv., La Ragione dell'utopia. Omaggio a Miche/age/o Pira, Milano, 1984, pp. 17-70. Il volume raccoglie gli interventi di M. Brigaglia, P. Clemente, G. Angioni, U. Cardia, L. Lombardi Satriani, B. Bandinu, L. Bulferetti, M. Columbu, C. Lavinio, P. Soddu; cfr. dello stesso autore il saggio Michelangelo Pira pubblicista in AA. Vv., La Sardegna nell'opera di Michelangelo Pira. Atti del Convegno in onore di Michelangelo Pira, Quartu Sant'Elena, 1996, Cagliari, 1997, pp. 83-95.
 
2 Quotidiani e periodici sardi: "La Nuova Sardegna" e "L'Unione Sarda", "Il Solco'; "La Torre", "Tempi Nuovi", "UNURI", "Il Bogino", "Rinascita sarda", "Ichnusa", "Il provinciale", "Cronache provinciali", "Sardegna Oggi", "Il Giornale", "Tribuna della Sardegna", "Il Giornale", "Ulisse", "Il lunedì della Sardegna", "La Nuova città", "Critica tecnica","Skema', "La Nuova Città", "Sardegna Nuova", "Sardegna autonomia", "Almanacco della Sardegna", "La grotta della vipera", "Su populu sardu", "Il Mondo': "Quaderni sardi di storia", "Liberazione', "Il messaggero sardo", "Tuttoquotidiano", "Il Cagliaritano". Periodici nazionali: "L'Unità", "Il Corriere della Sera", "Paese Sera".
 
3 La collaborazione, iniziata nell'ottobre 1947, si interromperà nel 1960, in un momento di intensa attività, per poi riprendere nel 1966, fino al 1972.
 
4 Un esercito di poeti, in "La Nuova Sardegna", 6 settembre 1950. Si veda anche, dello stesso, La facile musa dialettale, in "La Nuova Sardegna", 25dicembre 1947.
 
5 Quando fu bandito il concorso Grazia Deledda Pira avrebbe dovuto partecipare alla sezione saggistica con uno studio su Paolo Mossa e Montanaru, ma non vi prese mai parte. La polemica si svolse tra Pira e Angelo Dettori, segretario del concorso. Cfr. i suoi articoli: Difendo Montanaru, in "La Nuova Sardegna", 5 maggio 1950 e Ancora polemica
 
per Montanaru, in "La Nuova Sardegna': l giugno 1950, e la risposta di A. Dettori, Risposta alla polemica per Montanaru, in "La Nuova Sardegna", 25 giugno 1950.
 
6 Montanaru si è spento domenica a Desulo, in "LaNuova Sardegna", 5 marzo 1957.
 
7 Non va dimenticato che Pira stesso scriverà alcune poesie in sardo. Si veda, per esempio, S'emigranzia, si nono: s'attera distanzia (firmata Miali de Crapinu, letteralmente Michelangelo figlio di "Crapinu", soprannome con il quale era conosciuto suo padre a Bitti), in "La Grotta della vipera", 1975, a. l, n. l, pp. 35-8.
 
8 Colgo l'occasione per dare qui di seguito brevissimi cenni della biografia di Michelangelo Pira. Nasce nel 1928 a Bitti. Orfano di madre da piccolissimo, è costretto a trasferirsi a Oschiri dove il padre, pastore, già viveva. Frequenta a Sassari le scuole medie e il prestigi oso liceo classico "Azuni". Giornalista a soli 19 anni, si laurea in Lettere a Cagliari nel 1956, con una tesi sul dialetto bittese. Funzionario dell'Ufficio Resoconti al Consiglio Regionale e dal 1974 docente di Antropologia Culturale nella Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Cagliari. Oltre al classico La Rivolta dell'oggetto. Antropologia della Sardegna, si ricordino
 
Sardegna tra due lingue, Cagliari, 1984 e le opere postume Sos Sinnos, Cagliari, 1983 e Isalle, Cagliari, 1993 (scritto nel 1960 aveva come titolo La legna cattiva ). Muore improvvisamente a Cagliari nel 1980, a soli 52 anni.
 
9 Cfr. M. PIRA, Queste poesie, prefazione all'antologia Il meglio della grande poesia in lingua sarda, Cagliari, 1975; dello stesso si vedano Paolo e Paulieu Mossa, prefazione a P. MOSSA, Tutte le poesie e altri scritti, Cagliari, 1978; Remundu Piras, poeta del mondo rurale, in "Ichnusa", marzo-aprile 1982, a. l, n. l, pp. 97 - 102; Un poeta della trasgressione tra cultura urbana e arcadia sarda, prefazione a padre L. CUBEDDU, Cantonese versos, Cagliari, 1982.
 
10 Sarebbe utile confrontare, per esempio, gli articoli: La straordinaria fortuna di padre Luca Cubeddu, in "La Nuova Sardegna", 25 marzo 1948; Nuova cortese polemica per il Dante di Sardegna, 21 aprile 1948 e Si conclude la cortese polemica per il Dante di Sardegna, 13 giugno 1948, e la prefazione a padre L. CUBEDDU, ci t., p. 12.
 
11 Cfr. il numero de "Il Solco", 6 giugno 1948 (interamente dedicato alla presentazione delle due opposte mozioni), anche in M. R. CARDIA (a cura di), La Stampa periodica in Sardegna 1943-1944. Il Solco, Cagliari, 1978.
 
12 M. PIRA, Il Mito, in "La Nuova Sardegna", 5 settembre 1948. A Emilio Lussu Pira ha dedicato numerosi interventi, fra i quali La lezione di Lussu, in "Il Messaggero Sardo", aprile 1975; La scrittura antifascista di Emilio Lussu, in "La Grotta della vipera': anno I n. l, primavera 1975; Emilio Lussu: l'autonomia vissuta, in "Il Messaggero Sardo': gennaio 1980; Come in Lussu convissero sardismo e socialsardismo, in "Paese Sera", 12 gennaio 1980.
 
13 Diretto da Luigi Battista Puggioni, passa a Giovanni Battista Melis che la tenne fino al '49 quando gli successe Anselmo Contu.
 
14 Si veda l'articolo di S. Patore, Cosa vuole il partito sardo d'azione, in M. R. Cardia, op. cit., p. III.
 
15 Periodico comunista, diretto da Renzo Laconi, Girolamo Sotgiu e Umberto Cardia.
 
16 Cfr. M. PIRA, Salvemini e il Partito Sardo d'Azione, in "Rinascita Sarda': ottobre 1957. Non è possibile in questa sede anticipare i temi del dibattito. Mi limito a segnalare l'intervento del liberale L. Fadda, Salvemini e il Partito Sardo d'Azione, in "Rinascita Sarda", dicembre 1957; del socialista F. Cara, Il rifiuto di una scelta, in "Rinascita Sarda", aprile 1958; e del comunista E. Berlinguer, Classe operaia e questione meridionale, in "Rinascita Sarda", aprile 1958.
 
17 Per gli aspetti essenziali relativi all'esperienza del Piano di Rinascita in Sardegna si vedano specialmente i lavori di A. ACCARDO (a cura di), L'Isola della Rinascita. Cinquant'anni di autonomia della Regione Sardegna, Cagliari, 1998; F. SODDU (a cura di), La "cultura della Rinascita': Politica e istituzioni in Sardegna (1950-1970), Sassari, 1992 e La scommessa della Rinascita. L'esperienza dell'intervento straordinario in Sardegna (1962-1993),Cagliari, 2002.
 
18 M. PIRA, Vita e cultura nella scuola, in "La Nuova Sardegna", 18 agosto 1949. Si vedano anche, sullo stesso argomento, Un'associazione universitaria sarda e il problema della cultura nell'isola, in "La Nuova Sardegna", 9 novembre 1949 e Democrazia universitaria, in "La Nuova Sardegna", 15 settembre 1959.
 
19 "La Torre" era il periodico dell'O.R.U.C., Organismo Rappresentativo Universitario Cagliaritano, mentre "Tempi Nuovi" rappresentava la L.A.U.C., Libera Associazione Universitari Cagliaritani. Fu proprio Pira a tenere la relazione introduttiva al Primo Convegno Universitario Sardo, che si svolse a Cagliari nel 1954. Cfr. i suoi interventi L'U.N.U.R.I. non si è fermata ad Eboli, in "Unione Nazionale Rappresentativa Italiana", n. u., dicembre 1954, e Il nostro disgelo, in "Tempi Nuovi", 20 maggio 1956.
 
20 Cfr. La rivolta dell'oggetto. Antropologia della Sardegna, cit., pp. 206-43.
 
21 Op. cit., p. 224. Non va dimenticato il proficuo rapporto di Pira con "Radio Sardegna", soprattutto il suo riuscitissimo Controgiornale di Radio Sardegna, settimanale bilingue messo in onda nel 1967 e nel 1968, e le 16 conversazioni radiofoniche, intorno ai temi del bilinguismo, trasmesse da Radio Cagliari tra la fine del 1963 e il 1964, poi raccolte nel volume Sardegna tra due lingue, Cagliari, 1968.
 
22 Cfr. gli articoli Premesse alla partecipazione locale, in "Il Bogino", ottobre 1960, anno l, n. l, pp. 48-61; I partiti, in "li Bogino", dicembre-febbraio 1961, nn. 2-3, pp. 65-78.
 
23 In "Cronache provinciali", maggio 1960. Cfr. anche l'articolo: Ma chi è il re di Nuoro, in "Cronache Provinciali': giugno 1960.
 
24 Cfr. gli articoli Nuovi quartieri astratti e speculazione edilizia, in "L'Unione Sarda", 7 gennaio 1960, Abbiamo scacciato gli angeli dal golfo, in "L'Unione Sarda", 8 gennaio 1960, Un alibi del dopoguerra il Piano di Ricostruzione, in "L'Unione Sarda", 9 gennaio 1960, Senza un piano regolatore impossibile il risanamento urbanistico, in "L'Unione Sarda", 7 febbraio 1960.
 
25 Non è possibile, in mancanza di informazioni dirette, spiegare le ragioni di tale allontanamento. Si tratta di una storia complessa, certamente legata ai problemi e alle crisi che hanno contrassegnato la vita dei giornali sardi negli anni Settanta. Mi riferisco soprattutto al monopolio privato, alla cosiddetta rovellizzazione dei due quotidiani sardi, tra il 1970 e il l975. Pira, come tanti suoi colleghi, partecipò direttamente alla battaglia per la difesa del pluralismo di informazione nell'isola. Si veda, su tale questione, il suo intervento Per una politica regionale dell'informazione, in M. BRIGAGLIA (a cura di), L'informazione in Sardegna, Sassari, 1973.
 
26 Una esaustiva informazione sulle divergenti posizioni all'interno del lungo dibattito sul film si trova in M. BRIGAGLIA (a cura di), Gavino Ledda. Il film, la storia, la Sardegna, Cagliari, 1978.
 
27 La cordialità a senso unico, in "Sardegna Oggi", 1 aprile 1962. Cfr. anche, sempre di Pira, La Sardegna di nessuno, in "Sardegna Oggi': 15 aprile 1962; Le vie al patibolo, in "Sardegna Oggi", l maggio 1962.
 
28 Cfr. il numero di "Sardegna Oggi", 15 maggio 1962. Al dibattito presero parte Sebastiano Dessanay, Mario Ciusa Romagna, Francesco Masala, Sandro Maxia.
 
29 Si leggano, su questo argomento le pagine di A. RODRIGUEZ, Il gusto di fare cultura insieme, in "Rinascita Sarda", ottobre 1990 (numero speciale in occasione del decennale della morte di Michelangelo Pira), pp. 50-3.
 
30 Abbreviazione per "sequestro di persona". Mi riferisco al saggio Sequestro di persona e società barbaricina, in "Uiisse", aprile 1969, vol. X, pp.l 02-23. Si vedano anche, sullo stesso argomento, Il sequestro e la paura borghese, in "Il lunedì della Sardegna': 24 dicembre 1973 e Il parere di Michelangelo Pira, in "Skema': dicembre 1973, anno V, n. 12, pp. 59-60.
 
31 Cfr. Il meglio dell'autonomia è nella presa di coscienza popolare, in "Tuttoquotidiano", 28 febbraio1978.
 
32 Una collaborazione, meritevole di ulteriori approfondimenti, stavolta interrotta dall'improvvisa scomparsa, avvenuta il 3 giugno 1980. Il suo ultimo articolo fu Quegli inviti all'astensione, in "Paese Sera", l giugno 1980. Sul rapporto con Giuseppe Fiori si veda l'articolo di V. BIOLCHINI, Fiori ricorda Michelangelo Pira. Uno sguardo oltre il mare, in "La Nuova Sardegna", 31 ottobre 1996, e anche l'articolo di G. FIORI, Come conciliare il rustico e l'urbano, in "Rinascita Sarda", ottobre 1990, cit., pp. 27-30.
 
33 Cfr., su tali argomenti, Messaggeri di nulla. Terrorismo e mass media, in "Paese Sera", 14 febbraio 1980, Sardegna sì, ma alla svelta. Trasmissio11e TV, in "Paese Sera", 15 febbraio 1980, La Sardegna musa profonda di Lussu, in "Paese Sera", 30 aprile 1980, Perché Gramsci rimane attuale, in "Paese Sera", 3 maggio 1980.
               
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